Il mercato nero del vaccino covid e delle mascherine

Come tutte le situazioni di emergenza, anche quella legata alla pandemia ha dato il via libera all’illegalità, che ha approfittato delle paure, delle urgenze, della mancanza di organizzazione e anche di comunicazione.


Il meccanismo è partito subito, non appena il virus è arrivato in Cina, dove le autorità in febbraio hanno sequestrato milioni di mascherine contraffatte. Insieme ad altri prodotti, come i disinfettanti, il valore della merce ritirata è stato pari a 24 milioni di dollari. D’altra parte quando il mercato diventa promettente è inevitabile che ci sia chi ne approfitta.

Ora stanno arrivando i vaccini. E ovviamente l’industria delle contraffazioni si sta spostando.

Al momento attuale ci sono, sono effettivi, ma in teoria non possono essere ancora diffusi perché, anche se hanno superato la fase tre di sperimentazione e devono aspettare l’approvazione delle autorità mediche.

In Cina però i tre prodotti messi a punto, che non sono ancora stati confermati, sono stati iniettati a migliaia di persone, in base a un protocollo di emergenza. Il Paese ritiene in questo modo di poter dimostrare che non hanno alcun effetto collaterale. Sono stati resi disponibili agli impiegati governativi da luglio. Ora vengono iniettati anche a chi si trova a dover viaggiare per lavoro e alcuni ospedali hanno aperto i loro laboratori per far fronte a questa richiesta. Il prezzo richiesto è tra i 30 e i 160 dollari e si sono subito formate lunghissime file. D’altronde, secondo una indagine pubblicata su Nature sull’accettazione del vaccino, i ricercatori hanno visto che i cinesi hanno una delle più alte predisposizioni a ricevere questo trattamento.

La domanda è così alta che il governo e le compagnie farmaceutiche stanno cercando faticosamente di trovare una soluzione.In questa situazione di emergenza, si è inserito un mercato nero, che a volte rivendica di fornire vaccini provenienti da chi li produce.

In questo caso però i prezzi decuplicano e si va da 500 a 1.500 dollari. Prodotti della Sinovac e della Sinopharm, entrambe in sperimentazione nella fase tre, sono stati venduti a 350 dollari anche su WeChat.

Frodi su certificati e mascherine

Molte delle vendite fuori regola avvengono via web. L’Interpol, che ha lanciato nel 2008 l’Operazione Pangea, dedicata a interrompere le vendite on line dei prodotti sanitari illeciti, ha collaborato con le polizie e le autorità di 90 paesi trovando 2.000 siti web che facevano pubblicità per prodotti legati al Covid-19. In totale 4,4 milioni di prodotti. Anche in questo caso l’oggetto più frequente erano le mascherine – ne sono state intercettate 340.000 – oltre a spray, kit, medicine che non avevano nessun valore terapeutico provato. L’operazione ha portato a chiudere 2.500 tra siti, pagine dei social media, pubblicità e a interrompere le attività di 37 gruppi criminali.

In definitiva, ci attenderà ancora un po’ per ricevere questo vaccino covid. La domanda che ci poniamo tutti è: funzionerà? Avrà sintomi collaterali? Qualora funzionasse riusciremo a farlo avere in tempi brevi ai nostri familiari?

Questo ci deve fare riflettere, ma soprattutto porre maggiore attenzione durante la ricerca di questi dispositivi, che spesso vengono acquistati solo per il prezzo allettante.
Anche nel nostro settore, pur di incrementare le vendite molte aziende propongono questi dispositivi ai propri clienti fidelizzati, non curandosi di verificare provenienza e certificazioni.

E tu? Come gestisci l’acquisto? Hai sempre verificato che le tue mascherine avessero la certificazione originale, senza così compromettere la tua salute e quella dei tuoi collaboratori?
Sicuramente lo hai fatto e mi complimento con te per l’accuratezza con la quale proteggi la tua persona e l’azienda.Se invece fidandoti ciecamente del tuo fornitore non hai mai pensato a questa problematica, non ti affliggere, puoi contare su di noi per rimediare.

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